Si è spento la notte scorsa a Trieste, sua città natale, il maestro e compositore Lelio Luttazzi. Aveva 87 anni e da qualche mese era affetto da neuropatia periferica che era peggiorata nelle ultime settimane. Il sindaco di Trieste Roberto Di Piazza ha detto che la città onorerà l’illustre concittadino allestendo una camera ardente nella sala del consiglio comunale.
Lelio Luttazzi era un pianista innamorato dello swing e del jazz. E’ conosciuto soprattutto come protagonista del piccolo schermo negli anni 60 all’epoca di Studio Uno e Doppia Coppia.
Nell’ambito delle produzioni musicali ricordo quelli che sono stati i brani da lui composti che gli hanno dato maggiore notorietà: "Muleta mia" interpretata da Teddy Reno, "Una zebra a pois" cantata da Mina, "Il giovanotto matto" di Ernesto Bonino.
Forse il suo pezzo più celebre è però stato "El can de Trieste" che spesso ha cantato personalmente o ceduto all’altro triestino Lino Toffolo.
Nel video seguente lo vediamo in una celebre gag con le gemelle Kessler a Studio Uno del 1966
Lelio Luttazzi era rimasto volontariamente lontano dalle scene per una storia di droga in cui fu coinvolto insieme a Walter Chiari nel 1970 all’apice della sua carriera artistica. Vicenda da cui fu pienamente prosciolto ma che lo convinse volontariamente a lasciare la ribalta per 24 anni. Ritornò in televisione solo per delle brevi apparizioni con degli amici musicisti.
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Non tutti conoscono il comportamento estremamente scorretto che tenne Walter Chiari. Lui era effettivamente un consumatore di stupefacenti e mise nei guai Luttazzi chiedendogli un favore per telefono.
Successivamente, quando la cosa si risolse, continuava a ripetere nelle interviste e in televisione che lui e Lelio Luttazzi erano stati vittime di un errore giudiziario.
Forse Walter Chiari fu effettivamente vittima ma Lelio Luttazzi era estraneo e questo è enormemente diverso